Terrapolis  – Transversal Ecologies Festival
Castiglione dei Pepoli, 4 – 5 – 6 settembre 2026


Anche quest’anno Terrapolis  – Transversal Ecologies Festival vi aspetta per accompagnarvi verso la fine dell’estate e stare insieme nel meraviglioso territorio dell’appennino bolognese, a Castiglione dei Pepoli, dal 4 al 6 settembre. Giunto alla sua sesta edizione, il festival dedica tre giornate a pratiche performative, sonore e collaborative legate al pensiero ecologico. 

La figura a cui il festival Terrapolis si ispira in questa edizione è quella dello sciame come modalità relazionale dell’esistenza, una dinamica emergente, reticolare e non gerarchica, in cui ogni elemento contribuisce all’andamento del tutto senza la necessità di un centro o di una direzione prestabilita. In biologia, in informatica, nelle scienze sociali e nella robotica, il concetto di swarm descrive comportamenti collettivi intelligenti e adattivi, all’interno di Terrapolis diventa un’immagine mondo per pensare la coesistenza di forme di vita, tecnologie, materiali e pratiche che si trasformano e si influenzano a vicenda secondo una logica molteplice, situata e interdipendente.

Questo principio si riflette anche nel metodo curatoriale e nella struttura del festival, che prende forma come un ecosistema composto da materiali eterogenei, forme di scrittura e intrecci tra linguaggi e punti di vista. Il progetto valorizza la relazione tra ricerche individuali e collettive, tra formati DIWO (do it with others) e approcci accademici, tra artistə emergenti e figure attive nel panorama internazionale, mettendo al centro pratiche di scambio, learning by doing e costruzione condivisa della conoscenza. 

Le pratiche artistiche implicate, dall’uso dell’energia solare alla fermentazione come processo vitale, dal design speculativo alla rigenerazione degli ecosistemi, dall’intelligenza dei materiali alla memoria culturale, fino alle riflessioni sul rapporto tra corpo, cura e tecnologia, si sviluppano attraverso processi ibridi, modalità speculative e percorsi transdisciplinari. In dialogo con i riferimenti teorici del new materialism e con concetti come intra-action e non-human agency, il programma intreccia camminate, laboratori, pranzi comunitari, performance, live e DJ set, talk e le restituzioni delle residenze del progetto europeo Creative Landscapes di Opus 58 e Giulia Vigna. Il festival si configura infatti anche come momento conclusivo del progetto, sostenuto dall’Unione Europea e realizzato in collaborazione con l’associazione lituana Miško uostas

Terrapolis, edizione dopo edizione, intende suggerire modalità differenti per immaginare un futuro post collasso ecologico e post capitale. Lo fa insieme: la dimensione collettiva non è solo un tema, ma una pratica strutturale, un dispositivo relazionale che attraversa l’intero progetto e ne definisce il metodo.

Il festival è co-finanziato dall’Unione Europea